21 errori grammaticali che copywriter, politici e giornalisti (non tutti) fanno sul web

Sui social, nei tweet dei politici, nei blog e  addirittura sui giornali online, nei comunicati stampa di istituzioni culturali e nelle landing page di master sulla comunicazione. Almeno una volta nella vita li avete trovati. Errori molto comuni, di battitura, di distrazione o più gravi. Nel tempo concorreranno all'evoluzione della lingua, che accetta le "alterazioni” sedimentate nell'uso. Forme sgrammaticate e usi impropri che creano imbarazzo in chi legge (e in chi scrive, quando lo strafalcione viene fatto notare) e, in alcuni casi, ambiguità e incomprensioni comunicative. È opportuno rileggere sempre il testo che si predispone per la condivisione, ricorrere a fonti attendibili online per dissolvere eventuali dubbi lessicali (perché non al caro e vecchio dizionario cartaceo?), controllare la punteggiatura e la sillabazione quando si va a capo. 

Nella #GiornataProGrammatica non vogliamo metterci in cattedra, ma solo indicare gli errori grammaticali più reiterati sul web, uno per ogni lettera dell'alfabeto, così da fare un veloce ripasso delle norme linguistiche imparate a scuola.

 

ACCORDARE SOGGETTO E VERBO. Di norma, un soggetto singolare richiede un verbo singolare, un soggetto plurale richiede un verbo plurale. Un suggerimento ulteriore: mai inserire la virgola, se non per un inciso.

BENEFICIENZA. La forma corretta è senza la i, BENEFICENZA. Questo tipo di errori dovrebbe essere rilevato da ogni editor di testo.

C’ È L’HO. Errore grave, gravissimo, che salta all’occhio sui social. La forma corretta è CE L’HO.

DASSI, DASSE, DASSERO. Il congiuntivo, quello sconosciuto! Il congiuntivo imperfetto di dare è: CHE IO/ TU DESSI, CHE LUI/ LEI DESSE, CHE NOI DESSIMO, CHE VOI DESTE, CHE LORO DESSERO.

EFFICENTE/ EFFICENZA. Devono essere scritti sempre con la i, EFFICIENTE/ EFFICIENZA.

FANS/ FILMS. Le parole inglesi sono invariabili in italiano, per il plurale non bisogna aggiungere la finale.

GLI per A LEI. Quando ci si riferisce ad una donna, bisogna usare il pronome personale complemento LE.

HA. Da non confondere con la preposizione A. Anche molti politici su Twitter hanno fatto confusione!

IMPARARE. Significa “apprendere”, non è sinonimo di “insegnare”. 

LEGGITTIMO. La forma corretta LEGITTIMO, con una g.

MEDIA. In riferimento ai mezzi di comunicazione, è una parola latina e non inglese. La pronuncia “mìdia” è perciò scorretta.

 NÉ. Quando indica negazione, precede e coordina più termini in una frase negativa. Va scritta con l’accento acuto.

OTTEMPERARE GLI OBBLIGHI DI LEGGE. Il verbo ottemperare deve essere sempre seguito dalla preposizione a, OTTEMPERARE AGLI OBBLIGHI DI LEGGE.

PIUTTOSTO CHE. L’espressione implica una scelta, non un’alternativa. Le norme grammaticali ne indicano l'uso solo col senso di “anziché”, “invece di”.

QUAL’ È. Errore commesso da giornalisti, copywriter, studenti, politici: QUAL non va mai scritto con l’apostrofo in quanto si tratta di un'apocope e non di un'elisione

RISQUOTERE. La forma corretta è con la c, RISCUOTERE.

SERVERS/ SPONSORS. Le parole inglesi sono invariabili in italiano, per il plurale non bisogna aggiungere la finale.

TUTT’ORA. La forma corretta non è apostrofata, ma TUTTORA.

UN’ENTE. Qualsiasi parola di genere maschile accompagnata da un articolo indeterminativo non va apostrofata. Si scrive UN ENTE.

VORREI CHE NE PARLIAMO. Dopo il condizionale seguito dalla congiunzione che bisogna usare il congiuntivo imperfetto: VORREI CHE NE PARLASSIMO.

ZAINO. Una delle prime cose che ci insegnano a scuola: vanno sempre usati gli articoli LO/ GLI, UNO/DEGLI.

 

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